20/11/2009

Surrealismo

Alle dodici in punto ho lasciato l’ufficio, per andare a comprare qualcosa da mangiare. Mentre ero nel negozio, un signore molto gentile mi ha chiesto se l’automobile parcheggiata, proprio davanti all’ingresso, fosse mia. Ho annuito e lui mi ha fatto notare che la suddetta automobile stava perdendo acqua a fiumi. Per fortuna, tengo sempre qualche bottiglia d'acqua nel bagagliaio. Il mio radiatore in cinque secondi ne ha bevuti e rigettati due litri. Per fortuna, c’è un meccanico, non troppo distante.

Mi sorprende la mia capacità di non reazione. Non mi incazzo, non mi scompongo, faccio quello che va fatto. Stavo pensando proprio a questa mia inspiegabile calma serafica, in attesa che il mio collega mi venisse a prelevare, quando si è avvicinata una sconosciuta che mi ha detto: Chissà se lo sgombro va bene anche lesso.

Devo avere l’aria di una che si intende di pesci.

Il talento di miss Penny - parte seconda

Vedo capodogli un po’ dappertutto. Nelle montagne, principalmente, ma a volte anche nelle nuvole, insieme ad un sacco di altri animali. Una volta ho visto l’Africa in una pozzanghera. E oggi ho visto un coniglio nel caffé.

 

Il processo di rincoglionimento è ancora in atto.

16/11/2009

Luci a Salerno

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Il Castello di Arechi, visto dalla Villa Comunale.
Massimo, grazie per la foto!

15/11/2009

Luci a San Siro

Milano è uno di quegli amori che lasci, prima che facciano troppo male. E' uno di quegli amori che non dimentichi mai. 

12/11/2009

TV (TTTB)

Dal momento che non amo molto la tv, avevo pensato di trasformare il mio apparecchio televisivo in un acquario, se non che, un mese fa, rientrando dal lavoro, al posto di quello vecchio ne ho trovato uno nuovo, a schermo piatto. Sorpresa del mio papà, che, da un paio d’anni a questa parte, ha deciso di recuperare il tempo perso e mi vizia moltissimo.

E’ indubbio che nello schermo piatto i pesci non ci stanno, potrei concedermi al massimo un paio di sogliole sottovuoto. E poi il mio papà si offenderebbe moltissimo, che tutte le volte che vado a trovarlo mi chiede com’è la definizione e dunque sono anche costretta a guardarla!

Ieri sera c’era Roberto Saviano da Fazio. Un Saviano inedito, almeno per me, che ha parlato dell’Africa (...). Per fortuna però, non mi sono persa gli Spandau Ballet ospiti di X-Factor. Non ero fra i loro fans negli anni ottanta. Io ero jacksoniana. A casa dei miei conservo ancora il vinile di Off the Wall. Ma, sarà che sono cresciuta, e che Tony Hadley è diventato uno splendido cinquantenne, con quel graffio di maturità nella voce che conferisce molto fascino, mi sono proprio piaciuti.

 

Tanto per la cronaca, non mi sono rincoglionita al punto di guardare: C’è posta per te.

Per questo rivolgetevi a Fox o alla sua lavastoviglie, sono molto intimi!

10/11/2009

Donna

Compassata zitella

Assatanata virago

Oca giuliva

Mi dissocio

Non mi piace l'espressione: donna con le palle. Le palle è giusto che stiano al posto loro.

Una donna vera è colei che non ha paura di parlare, ma che capisce quando è il momento di tacere.

Qualche sera fa,

la trasmissione Blob ha mandato in onda delle interviste fatte ad alcuni aspiranti concorrenti al Grande Fratello. Uno ha dichiarato che Londra si scrive: L’Ondra. Un’altra, che il nostro Presidente della Repubblica è: Pier Silvio Berlusconi. A onor del vero, era indecisa fra Silvio e Pier Silvio.

Dubito fortemente che il livello dei concorrenti sia più elevato. E’ ben noto, che per partecipare al GF, bisogna essere: gay, trans, mignotte e coatti. Meglio, se totalmente ignoranti.

Intollerante, io? La vera discriminazione sta nel fatto che essere gay o trans sia diventato un requisito, per fare un certo tipo di televisione. E lo dimostra che il concorrente trans, dell’attuale edizione del famigerato reality, non sia entrato normalmente come tutti gli altri, ma che, intorno al suo personaggio, sia stato costruito un altro show. Uno show nello show. Un fenomeno da baraccone. Il diverso che alimenta la morbosa curiosità del popolino represso ed insoddisfatto, che non fa che chiedersi: cos'avrà quello lì in mezzo alle gambe?

Non intendo dire che certe realtà vadano nascoste, al contrario, andrebbero trattate con la serietà e la sensibilità che meritano.

L’esibizionismo non conferisce dignità. Quale credibilità ottengono i gay con il Gay Pride? Forse, la stessa delle donne nell’Erotika Tour. 

In ogni caso, non posso non riconoscere la funzione sociale della televisione. Quei mentecatti, se non li mettevano lì, in quale altro modo potevano essere impiegati?

06/11/2009

Statisticamente parlando

La mia vicina ha quattro figli di età compresa fra i trentotto e i quarantacinque anni, così suddivisi:

  1. Lo sposato;
  2. Il  gay;
  3. La donna;
  4. Il disoccupato di professione.

Punto primo: non pervenuto. I punti due e tre presentano delle aggravanti: il gay ha un fidanzato (sottraendo così ben due unità al montepremi del concorso: Vinci un marito) e la donna è una vedova giovane e carina, quindi, una potenziale concorrente. Che poi io non capisco perché gli uomini si ostinino a morire prima delle donne. E’ incostituzionale. Non possono arrivare sempre prima loro! (...)

Il quarto è il punto G. (la Ale lo ricorderà benissimo). Non siate maliziosi, G. è l’iniziale del suo nome e ne avevo già parlato in un altro post! E’ quello che ha preso a salutarmi dopo tre anni di vicinato e dopo la sua candidatura a consigliere comunale…

 

Non ho ancora deciso se cambiare condominio o prendere i voti. Intanto, buon week end!

05/11/2009

Steek Hutzee

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02/11/2009

Down

Sabato pomeriggio, io e Anna, abbiamo portato sua nipote, di sette anni, al cinema, a vedere "Up".

Correggo: Sabato pomeriggio, Anna e sua nipote, di sette anni, mi hanno portata al cinema a vedere "Up".

Ho pianto dall’inizio alla fine. Anche sui titoli di coda. Durante il film, sono riuscita a mascherare, grazie agli occhialoni del 3D, ma, quando si sono accese le luci, la bambina si è girata verso di me ed ha esclamato: tu piangi! A quel punto, per l’imbarazzo, ho cominciato a ridere a crepapelle, così che Anna ha pensato che stessi piangendo dalle risate (il che mi capita spesso) ed ha cercato di convincere anche sua nipote. Ma la bambina non ci ha creduto. Che i bambini non li fai fessi così facilmente. E così quando è tornata a casa l’ha raccontato anche a sua madre…

Ecco. Io sono convinta che oggi tutta la scuola elementare saprà che quella vecchia matta dell’amica di zia Anna, quando guarda i cartoni animati, piange come una fontana.

E Anna ancora mi chiede: come mai ridevi così tanto?

 

Sono alla frutta!

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